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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 28/01/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/37758-retroattive-le-nuove-soglie-per-i-reati-tributari-anche-per-i-giudizi-in-corso

Autore: Graziotto Fulvio

Retroattive le nuove soglie per i reati tributari anche per i giudizi in corso

Retroattive le nuove soglie per i reati tributari anche per i giudizi in corso

Pubblicato in Diritto tributario il 28/01/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Il D. Lgs. n. 158/2015 ha modificato le soglie di punibilità per i reati tributari disciplinati dal D. Lgs. n. 74/2000, e la Cassazione Penale ha affrontato la questione dell'applicabilità del principio del favor rei (cioè il caso di nuova disposizione penale più favorevole che va utilizzata anche per i procedimenti ancora in corso).
Il caso.
Un imprenditore individuale era stato condannato per i reati di dichiarazione infedele e dichiarazione fraudolenta (artt. 4 e 2 del D. Lgs. 74/2000).
La condanna, che era stata pronunciata a seguito di patteggiamento, era stata successivamente impugnata.
Nel corso del giudizio, è entrata in vigore la riforma delle sanzioni, con conseguenze sul procedimento in corso in quanto la condotta oggetto del patteggiamento non è più nel perimetro di rilevanza penale in base ai nuovi criteri.
La decisione.
La Cassazione Penale (sentenza 891/2016, Sez. III) precisa che in conseguenza delle nuove soglie di punibilità, nel caso in cui viene a mancare uno degli elementi costitutivi del reato, la conseguenza è l'annullamento senza rinvio della condanna con la formula «perché il fatto non sussiste», da preferirsi alla formula «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».
La prima formula, infatti, deve essere utilizzata quando manca uno degli elementi costitutivi del reato, ed in tal caso si esclude qualsiasi rilevanza al
fatto anche nelle sedi diverse da quella penale (ad es. in sede civile o amministrativa).
La seconda formula, invece, è da adottare quando il fatto non corrisponde alla fattispecie normativa: ciò può avvenire nei casi di assenza di previsione normativa, di una sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità, o di una successiva abrogazione della norma.
In questo caso, però, il fatto rimane rilevante nelle sedi diverse da quella penale, e quindi permangono gli effetti in sede civile.
Osservazioni.
La sentenza ha chiarito anche la sorte della eventuale confisca.
Il patteggiamento è un accordo che riguarda il solo aspetto del trattamento sanzionatorio: in tema di confisca, la discrezionalità del giudice si riespande come in una normale sentenza di condanna, e il giudice non è tenuto a rispettare un eventuale accordo intercorso con il Pubblico Ministero circa la confisca.
La quale può essere pienamente applicabile,

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applicabile, e fino alla misura intera del profitto accertato, nei confronti di ciascuno dei soggetti che hanno concorso nel reato.

Disposizioni rilevanti.
DISPOSIZIONI
DECRETO LEGISLATIVO 10 marzo 2000, n. 74
Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.
Vigente al: 25-1-2016
Art. 2 - Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
1. E' punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni ... relative a dette imposte elementi passivi fittizi.
2. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria.
3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 AGOSTO 2011, N. 138, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 SETTEMBRE 2011, N. 148. (4)
Art. 3 - Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.
1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l'accertamento e ad indurre in errore l'amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:
a) l'imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna
[...]
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