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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 29/02/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/37880-prescrizione-in-caso-di-frodi-iva-con-atti-interruttivi-si-riparte-da-zero

Autore: Graziotto Fulvio

Prescrizione in caso di frodi IVA: con atti interruttivi si riparte da zero

Prescrizione in caso di frodi IVA: con atti interruttivi si riparte da zero

Pubblicato in Diritto penale, Diritto tributario il 29/02/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Nel caso delle frodi IVA la disciplina italiana sulla prescrizione va disapplicata nella parte in cui si pone un limite massimo rispetto alla durata massima del termine a decorrere dall'atto interruttivo della prescrizione.
Il caso.
Un soggetto ha proposto personalmente ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della sentenza del tribunale, lo aveva riconosciuto colpevole del reato continuato di cui all'art. 2, Decreto Legislativo n. 74 del 2000 (Dichiarazione fraudolenta IVA mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti relativamente ai periodi imposta dal 2005 al 2007), per essersi avvalso di fatture per operazioni inesistenti.
Con la stessa sentenza veniva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell'imputato in ordine ai fatti relativi al periodo di imposta 2004, con riferimento alla dichiarazione 2005, perché estinti per prescrizione; veniva, pertanto, rideterminata la pena inflitta al medesimo in 2 anni ed 8 mesi di reclusione, confermando nel resto la sentenza impugnata che aveva irrogato le pene accessorie di legge.
Il ricorso è stato parzialmente accolto con rinvio alla Corte di Appello.
La decisione.
Sentenza n. 2210/2016 Cassazione Penale - Sez. III
La Cassazione ha richiamato la sentenza Taricco della Corte di Giustizia Europea (Causa C-105/14) con la quale veniva statuito l'obbligo per il giudice nazionale di disapplicare le disposizioni che fissano un termine
assoluto per la prescrizione anche in presenza di atti interruttivi (artt. 160 e 161 codice penale) nel caso di gravi reati che minacciano gli interessi finanziari della UE.
Il giudice di legittimità italiano ha riaffermato che il diritto di difesa non può espandersi fino a includere l'aspettativa dell'imputato a vedere estinto il reato per essere maturata la prescrizione.
Così si era espressa anche la Corte Costituzionale, ordinanza n. 452 del 1999, che, nel dichiarare la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 160 del codice penale, sollevata in riferimento gli artt. 3 e 24 della Costituzione, precisò appunto come dovesse «escludersi ogni violazione del diritto di difesa, ..... perché non può assegnarsi alcun rilievo giuridico ad una sorta di "aspettativa" dell'imputato al maturarsi della prescrizione».
La Cassazione chiarisce: «E' dunque evidente, per quanto sinora chiarito, che la sentenza europea non incide sulla

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sulla disciplina e sui termini di prescrizione, ma solo sulla durata massima della interruzione, peraltro comportando l'applicazione anche per le gravi frodi in tema di IVA di una norma già prevista per altri casi concernenti imposte nazionali.»
Qualora la dichiarazione di estinzione del reato sia già stata emessa, essendo il reato estinto la persona interessata è titolare di un vero e proprio diritto soggettivo che inibisce la possibilità di rimetterla in discussione.
Nell'ipotesi in cui il reato non sia ancora estinto per prescrizione, vanno distinti due casi: 1) la eventuale dichiarazione di prescrizione futura dipende dal decorso dei termini ordinari; 2) la eventuale dichiarazione di prescrizione futura dipende dalle disposizioni che disciplinano gli atti interruttivi.
Nel caso 1) non si pone alcun problema, perché la sentenza della Corte di Giustizia UE non affronta questo aspetto.
Nel caso 2), invece, le disposizioni nazionali sugli atti interruttivi vanno disapplicate dal giudice interno nel caso di frodi IVA di rilevanza come per i casi di reati più gravi, applicando quindi le regole che fanno ripartire il termine ordinario di prescrizione dal verificarsi degli atti interruttivi elencati dal codice penale.
La Cassazione, in motivazione, così si esprime: «il contrasto con gli obblighi europei concerne, pertanto, unicamente il regime della durata massima del termine che comincia a decorrere dopo l'interruzione della prescrizione, regime che non riceve copertura dall'art. 25 Cost. per le ragioni già indicate. Ne discende, quindi, per effetto della disapplicazione della norma dell'ultima parte del terzo comma dell'art. 160 e del secondo comma dell'art. 161 cod. pen. che, anche per l'ipotesi di reati concernenti gravi frodi in materia di IVA, in applicazione della regola già prevista da dette disposizioni per i reati di cui all'art. 51, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., il termine ordinario di prescrizione
[...]
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