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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 17/03/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/37987-l-irrilevanza-della-certificazione-per-il-reato-di-omesso-versamento-di-ritenute-non-retroattiva

Autore: Graziotto Fulvio

L'irrilevanza della certificazione per il reato di omesso versamento di ritenute non è retroattiva

L'irrilevanza della certificazione per il reato di omesso versamento di ritenute non è retroattiva

Pubblicato in Diritto tributario, Diritto penale il 17/03/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Per la Cassazione, il nuovo reato di omesso versamento di ritenute, che non richiede più la prova della certificazione, non può applicarsi agli illeciti commessi prima delle modifiche ad opera del Decreto Legislativo n. 158/2015.
 
Decisione: Sentenza n. 7884/2016 Cassazione Penale - Sezione III
Classificazione: Penale, Tributario
Parole chiave: ritenute - omesso versamento
 
Il caso.
Il legale rappresentante di una cooperativa che non aveva versato le ritenute per l'anno 2008 per oltre 300mila euro veniva condannato a 8 mesi di reclusione, ridotti a 5 mesi e 10 giorni in appello, col quale è anche stata revocata la confisca per equivalente, fermo il resto.
L'imputato ricorreva in Cassazione proponendo 4 motivi iniziali, e un motivo aggiunto con successiva memoria.
La Cassazione accoglie il ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando ad altra sezione della Corte d'Appello per una nuova pronuncia.
 
La decisione.
Per la Suprema corte, il primo motivo di ricorso è fondato: la Corte d'Appello avrebbe erroneamente applicato la legge penale.
La Cassazione riassume i due indirizzi giurisprudenziali formatisi sulla prova dell'elemento costitutivo relativo a uno dei due presupposti di fatto del reato in questione.
Si tratta del presupposto costituito dal rilascio delle certificazioni ai sostituiti, cioè ai soggetti nei confronti dei quali sono state operate le ritenute.
Secondo il primo indirizzo «il delitto
è integrato da una condotta omissiva che si realizza con il mancato versamento - entro il termine di legge - delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a cinquantamila Euro per ciascun periodo d'imposta; si tratta, quindi, di un reato omissivo proprio, istantaneo e di mera condotta, che si perfeziona con il mancato compimento di un'azione dovuta (non facere quod debetur). Tale natura, peraltro, non risulta offuscata dal necessario accertamento di due presupposti in fatto - ancora richiesti dall'art. 10 bis, in esame - di natura palesemente commissiva: in primo luogo, l'effettivo versamento delle retribuzioni oggetto di ritenuta; in secondo luogo, il rilascio delle certificazioni ai sostituiti. Con riguardo a queste ultime, in particolare, la Corte di legittimità ha rilevato che il relativo adempimento non rappresenta un elemento costitutivo del reato (come invece afferma il ricorrente),

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ricorrente), ma soltanto un mero presupposto della condotta illecita, della quale non elide la natura propriamente omissiva (in tal senso, tra le altre, Sez. 3, n. 33187 del 12/6/2013, Buzi, Rv. 256429; Sez. 3, n. 19454 del 27/03/2014, Onofrio, Rv.260376)».
Secondo un diverso indirizzo, al quale aderisce il Collegio, « la prova dell'elemento costitutivo rappresentato dal rilascio delle certificazioni ai sostituiti, il cui onere incombe sull'accusa, non può essere costituita dal solo contenuto della dichiarazione modello 770 proveniente dal datore di lavoro (Sez. 3, n. 40526 dell'8/4/2014, Gagliardi, Rv. 260090; Sez. 3, n. 6203 dell'11/2/2015, Rispoli, Rv. 222365; Sez. 3, n. 10475 del 12/3/2015, Calderone, Rv. 263007; Sez. 3, n. 11355 del 18/3/2015, Pareto, Rv. 262855). Al riguardo, questa Corte ha affermato che il delitto in esame presenta una componente omissiva (il mancato versamento nel termine delle ritenute effettuate) ed una precedente componente commissiva, consistente a sua volta in due distinte condotte: a) il versamento della retribuzione con l'effettuazione delle ritenute; b) il rilascio ai sostituiti delle certificazioni, prima dello spirare del termine previsto per la presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta».
La Cassazione riassume anche gli aspetti relativi alla prova del rilascio delle certificazioni nel reato previsto dall'art. 10bis del Decreto Legislativo n. 74/2000, prima dell'ultima riforma ad opera del Decreto Legislativo n. 158/2015, in base al primo indirizzo giurisprudenziale: «Cionondimeno, a parere di questo indirizzo, proprio perché (comunque) presupposto del reato D.Lgs. n. 74 del 2000, ex art. 10 bis, il rilascio delle certificazioni deve esser sempre provato. Orbene, questa Corte ha più volte sostenuto - con riferimento a fattispecie nelle quali è stata ritenuta sufficiente la allegazione dei mod. 770, così come la testimonianza del funzionario dell'Agenzia delle Entrate sul punto - che, nel reato in esame, la prova delle certificazioni attestanti le
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