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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 27/04/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38138-la-rateizzazione-non-blocca-il-sequestro-preventivo-finalizzato-alla-confisca

Autore: Graziotto Fulvio

La rateizzazione non blocca il sequestro preventivo finalizzato alla confisca

La rateizzazione non blocca il sequestro preventivo finalizzato alla confisca

Pubblicato in Diritto tributario, Diritto penale il 27/04/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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La rateizzazione non blocca il sequestro preventivo finalizzato alla confisca Sulla nuova confisca penale tributaria ex art. 12bis Decreto Legislativo 74/2000, il sequestro preventivo, anche se non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare, rimane comunque efficace per le somme non ancora pagate.
 
Decisione: Sentenza n. 5728/2016 Cassazione Penale - Sezione III
Classificazione: Penale, Societario, Tributario
Parole chiave: confisca - sequestro preventivo
 
Il caso.
Una SPA subiva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente in relazione al mancato versamento di ritenute, ma contestava i presupposti ab origine della misura cautelare perché era stata ammessa alla rateazione del debito erariale prima dell'emissione del decreto di sequestro.
Dopo aver pagato tre rate, proponeva istanza di riesame ma il Tribunale la accoglieva solo parzialmente, riducendo il valore del sequestro per gli importi pagati.
La società ricorreva per Cassazione.
 
La decisione.
La Suprema Corte ritiene il ricorso infondato.
Sebbene dapprima rilevi che «il mantenimento del sequestro preventivo in vista della confisca, nonostante l'intervenuta sanatoria fiscale, darebbe luogo ad una inammissibile duplicazione sanzionatoria, in contrasto col principio che l'espropriazione definitiva di un bene non può mai essere superiore al profitto derivato (Sez, 3, n. 46726 del 12/07/2012, Lanzalone, Rv. 253851; Sez.6, 17.3.09 n. 26176, Sez. 23.11.2010 n. 45504)», al tempo stesso la Cassazione fa notare che «proprio in virtù della necessaria corrispondenza tra
pagamento del debito ed elisione del profitto, solo l'integrale pagamento può condurre alla inoperatività in toto della confisca per equivalente e, corrispondentemente, del sequestro ad essa finalizzato».
Per la Cassazione, quindi , «Se, infatti, da un lato, la sottolineata natura di sanzione "accessoria" della confisca per equivalente non può condurre a conclusioni contrarie a quanto appena ricordato ma è anzi, come detto, il presupposto logico da cui le pronunce di questa Corte hanno mosso in vista della necessità di evitare duplicazioni afflittive, dall'altro, la invocata "novazione" della obbligazione tributaria che, secondo la ricorrente, confortata da pronunce della giurisprudenza civile ed amministrativa, deriverebbe dall'ammissione al piano rateale non può che restare rilevante ai soli fini tributari».
La Corte fa anche notare che «il legislatore del 2015 ha precisato, al comma 2 dell'art. 12 bis cit., che "la confisca non opera per la la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario anche in presenza di sequestro", aggiungendosi, subito dopo, che "nel caso di versamento la confisca è sempre disposta". E' in particolare tale disposizione, proprio laddove la stessa appare contemplare la "non operatività" della confisca in caso di "impegno" a versare all'erario il debito d'imposta formatosi a seguito dell'evasione, che potrebbe far ritenere, a prima vista, non più sostenibile l'approdo giurisprudenziale rammentato in particolare, per quanto qui rilevante, in punto di sequestro; ma così, ad avviso del Collegio, non può ritenersi».
E precisa la nozione di "impegno": «la dizione, con tutta evidenza atecnica, utilizzata dalla norma, potrebbe suggerire come sufficiente ai fini dell'esclusione della confisca (nei termini di cui subito dopo si dirà) la mera esternazione unilaterale del proposito di adempiere al pagamento svincolata da ogni scadenza e da ogni obbligo formale nei confronti della controparte; ma una tale conclusione condurrebbe a far dipendere la operatività della sanzione, in contrasto con i criteri di logicità e ragionevolezza che devono sempre presiedere all'operazione interpretativa, e in maniera tale da condurre ad una sostanziale neutralizzazione generalizzata dell'istituto, da propositi unilaterali e per di più sforniti di ogni sanzione in caso di mancato rispetto dell'impegno assunto. E' per tale motivo, dunque, che non può non privilegiarsi una possibile seconda opzione interpretativa, ovvero quella volta a circoscrivere l'area di applicabilità della previsione ai soli casi di un obbligo assunto in maniera formale e nei quali non potrebbe non rientrare l'ipotesi di specie di un accordo per il pagamento rateale del debito d'imposta intervenuto con l'Agenzia delle Entrate».
E quindi trae le conclusioni: «dunque, deriva che, anche in presenza di piano rateale di versamento, la confisca continua ad essere consentita per gli importi che non siano stati ancora corrisposti così
[...]
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