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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 08/06/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38294-sentenze-revocabili-e-motivi-di-revocazione-nel-processo-tributario

Autori: Villani Maurizio, Lamorgese Idalisa

Sentenze revocabili e motivi di revocazione nel processo tributario

Sentenze revocabili e motivi di revocazione nel processo tributario

Pubblicato in Diritto tributario il 08/06/2016

Autori

46400 Villani Maurizio
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Sentenze revocabili e motivi di revocazione nel processo tributario L’art. 64 del d.lgs. n. 546/1992, come modificato, a decorrere dal 1° gennaio 2016, dall’art. 9, comma 1, lett. cc), del d.lgs. n. 156/2015, prevede che:
“1. Le sentenze pronunciate in grado d’appello o in unico grado dalle commissioni tributarie possono essere impugnate ai sensi dell’articolo 395 del codice di procedura civile.
2. Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l’ appello possono essere impugnate per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile purché la scoperta del dolo o della falsità dichiarata o il recupero del documento o il passaggio in giudicato della sentenza di cui al numero 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile siano posteriori alla scadenza del termine suddetto.
3. Se i fatti menzionati nel comma precedente avvengono durante il termine per l’appello il termine stesso è prorogato dal giorno dell’avvenimento in modo da raggiungere i sessanta giorni da esso”.
 
Il previgente art. 64 prevedeva, invece, che:
“1. Contro le sentenze delle commissioni tributarie che involgono accertamenti di fatto e che sul punto non sono ulteriormente impugnabili o non sono state impugnate è ammessa la revocazione ai sensi dell’art. 395 del codice di procedura civile.
2. Le sentenze per le quali è scaduto
il termine per l’ appello possono essere impugnate per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile purché la scoperta del dolo o della falsità dichiarata o il recupero del documento o il passaggio in giudicato della sentenza di cui al numero 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile siano posteriori alla scadenza del termine suddetto.
3. Se i fatti menzionati nel comma precedente avvengono durante il termine per l’appello il termine stesso è prorogato dal giorno dell’avvenimento in modo da raggiungere i sessanta giorni da esso”.
 
Comparando le due norme sopra indicate si rileva che il decreto di riforma ha modificato il comma 1 dell’articolo in esame, con una formulazione analoga a quella prevista dall’articolo 395 c.p.c., con il fine di eliminare le incertezze interpretative a a cui aveva dato luogo la precedente formulazione dell’articolo 64.
L’attuale formulazione fa espresso riferimento alle sentenze pronunciate in grado di appello ovvero in unico grado dalle Commissione tributarie, laddove per sentenze “in unico grado” devono intendersi quelle interessate dal c.d. ricorso per saltum di cui all’articolo 62, comma 2-bis del d.lgs. n. 546/1992.
Tali sentenze possono essere oggetto di ricorso per revocazione ordinaria (nn. 4 e 5 dell’art. 395 c.p.c., la cui proposizione impedisce il passaggio in giudicato della sentenza) ovvero straordinaria (nn. 1, 2, 3 e 6 del medesimo art., che può proporsi anche dopo il passaggio in giudicato della stessa).
Di contro, le sentenze pronunciate dalla Commissione tributaria provinciale, disciplinate dal comma 2 dell’art. 64 del d.lgs. n. 546/1992 sono soggette solo a revocazione straordinaria, in quanto i motivi di revocazione ordinaria devono essere fatti valere con l’appello. I motivi di revocazione sono tassativi.
Essi sono:
  • dolo di una delle parti in danno dell’altra. Per costituire motivo di revocazione il comportamento doloso deve avere avuto influenza decisiva ai fini della soluzione della causa. Sul punto si veda Cass., 10 marzo 2005, n. 5329; Cass., 26 gennaio 2004, n. 1369;
  • prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza, oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza. La prova della falsità deve esistere al momento della proposizione della domanda di revocazione, pena l’inammissibilità della stessa. La prova rivelatasi falsa deve avere influito sulla decisione impugnata, cioè, deve essere stata decisiva, ai fini dell’orientamento del giudice ovvero aver concorso alla pronuncia;
  • rinvenimento di documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. È necessario che si tratti di documenti esistenti al momento
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