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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 13/07/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38462-omesso-versamento-all-inps-retroattivo-l-obbligo-di-segnalazione-alla-prefettura

Autore: Graziotto Fulvio

Omesso versamento all’INPS: retroattivo l’obbligo di segnalazione alla prefettura

Omesso versamento all’INPS: retroattivo l’obbligo di segnalazione alla prefettura

Pubblicato in Diritto tributario il 13/07/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio

Qui la sentenza n. 14487 - 15/3/2016 - Corte di Cassazione - Penale

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Omesso versamento all’INPS: retroattivo l’obbligo di segnalazione alla prefettura Per gli omessi versamenti inferiori alla soglia di rilevanza penale, a seguito della depenalizzazione è stato espressamente previsto l'obbligo di comunicazione alla prefettura anche per le violazioni commesse prima della sua entrata in vigore.
Decisione: Sentenza n. 14487/2016 Cassazione Penale - Sezione IV
Classificazione: Tributario
Parole chiave: depenalizzazione - omesso versamento ritenute previdenziali - obbligo di segnalazione
Il caso.
Un imprenditore veniva condannato per il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali, sentenza confermata anche in secondo grado dopo rinvio della Cassazione.
La pronuncia precedente era stata annullata perché la Cassazione non aveva ritenuto idonea una comunicazione della contestazione di accertamento della violazione effettuata mediante raccomandata restituita al mittente (INPS) per compiuta giacenza.
Il giudice di rinvio, aveva nuovamente argomentato sulla validità della comunicazione effettuata dall'INPS, e l'imprenditore proponeva nuovamente ricorso in Cassazione, la quale rileva l'avvenuta depenalizzazione e dispone la comunicazione degli atti all'autorità amministrativa competente a sanzionare l'illecito amministrativo.
La decisione.
La Cassazione rileva così l'avvenuta depenalizzazione e annulla la sentenza impugnata:
«Il reato di omesso versamento all'INPS delle somme trattenute dal datore di lavoro sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti, di cui all'art.2 del D.Lgs.n.463/1983 convertito nella L.n.638/1983, qualora non eccedente il limite di 10.000,00 annue, è stato depenalizzato dall'art.3 del D.Lgs.n.8 del 15 gennaio 2016, entrato in vigore lo scorso 6 febbraio,
e costituisce oggi un illecito amministrativo.
In forza dell'art.8 del citato Decreto, in deroga al principio di irretroattività di cui all'art.1 della L.n.689/1981, le disposizioni sostitutive di sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse prima dell'entrata in vigore della novella normativa, purché il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o decreto penale irrevocabili.
Considerata l'epoca dei fatti contestati al Parello deve peraltro rilevarsi che per gli omessi versamenti delle mensilità precedenti l'ottobre 2008 è maturato il termine prescrizionale prima dell'entrata in vigore del D.Lgs.n.8/2016 e dunque in relazione alle violazioni riferite a tali periodi la sentenza va annullata perché il reato è estinto per prescrizione e solo per le condotte successive perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.
Ai sensi dell'art.9 del menzionato Decreto gli atti vanno inoltrati all'autorità all'autorità amministrativa competente a sanzionare l'illecito amministrativo».
Osservazioni.
In via generale, il giudice non ha l'obbligo di trasmettere gli atti all'autorità amministrativa competente a sanzionare l'illecito amministrativo, ma il Decreto Legislativo 8/2016 sulla depenalizzazione indica espressamente, all'art. 9, questo obbligo. L'art. 8 dello stesso decreto introduce una deroga al principio di irretroattività della legge penale prevista dalla legge 689/1981 (art. 1).

Disposizioni rilevanti.
DECRETO-LEGGE 12 settembre 1983, n. 463
Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini.
Vigente al: 10-7-2016
Art. 2
1. Le ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque versate e non possono essere portate a conguaglio con le somme anticipate, nelle forme e nei termini di legge, dal datore di lavoro ai lavoratori per conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali, e regolarmente denunciate alle gestioni stesse, tranne che a seguito di conguaglio tra gli importi contributivi a carico del datore di lavoro e le somme anticipate risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro.
1-bis. L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1, per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla
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