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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 15/07/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38473-i-termini-per-correggere-le-dichiarazioni-dei-redditi

Autore: Villani Maurizio

I termini per correggere le dichiarazioni dei redditi

I termini per correggere le dichiarazioni dei redditi

Pubblicato in Diritto tributario il 15/07/2016

Autore

46400 Villani Maurizio

Qui la sentenza n. 13378 - 30/6/2016 - Corte di Cassazione - Sezioni unite civili

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I termini per correggere le dichiarazioni dei redditi La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza n. 13378 del 07/06/2016, depositata in cancelleria il 30 giugno 2016, ha stabilito quali termini devono essere rispettati per correggere le dichiarazioni dei redditi.
Le Sezioni Unite, infatti, sono state chiamate a decidere se il contribuente, in caso di imposta sui redditi, abbia la facoltà di rettificare la dichiarazione prevista dagli artt. 1 e ss. del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l'indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito o minor credito d'imposta, solo entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo come stabilito dall'art. 2, comma 8-bis, del D.P.R. 22/7/1998, n. 322 oppure se, al contrario, quest'ultimo termine sia previsto solo ai fini della compensazione, richiamata dal secondo periodo del comma 8-bis cit., per cui la predetta rettifica sia possibile anche a mezzo di dichiarazione da presentare entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione a norma dell'art. 2, comma 8, del D.P.R. n. 322 cit.; in ogni caso, tanto in sede rimborso, nel rispetto dei relativi termini di decadenza e/o di prescrizione, quanto in sede di processuale, e cioè per opporsi alla maggiore pretesa tributaria azionata dal fisco con diretta iscrizione a
ruolo a seguito di mero controllo automatizzato.
Il quadro normativo di riferimento è costituito dall'art.2 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, recante l'intestazione "Termine per la presentazione della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e di IRAP ", e dall'art. 38 del D.P.R. 602/1973, relativo al "rimborso di versamenti diretti" di imposte sui redditi.
La prima di tali norme, ai commi 8 e 8-bis, prevede la possibilità per il contribuente di integrare la dichiarazione dei redditi.
Tale facoltà era stata già riconosciuta, a decorrere dall'1/1/1991, dall'art. 9, ultimo comma del D.P.R. 600/73, che in proposito recitava: "La dichiarazione, diversa da quella di cui al quarto comma, può comunque essere integrata, salvo il disposto del quinto comma dell'art. 54, per correggere errori o omissioni mediante successiva dichiarazione, redatta su stampati approvati ai sensi del primo comma dell'art. 8, da presentare

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presentare entro il termine per la presentazione della dichiarazione per il secondo periodo di imposta successivo, sempreché non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche o la violazione non sia stata comunque constatata ovvero non siano stati notificati gli inviti e le richieste di cui all'art. 32".
L'art. 9 cit. venne abrogato dall'articolo 9 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, D.P.R. che all'art. 2, comma 8, nella versione vigente ratione temporis, dispose:"salva l'applicazione delle sanzioni, le dichiarazioni dei redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dei sostituti d'imposta possono essere integrate per correggere errori od omissioni mediante successiva dichiarazione da presentare, secondo le disposizioni di cui all'art. 3, non oltre i termini stabiliti dall'art. 43 del D.P.R. n. 600 del 1973".
Il successivo comma 8/bis aggiunto dall'articolo 2 del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435, recita: Le dichiarazioni dei redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dei sostituti di imposta possono essere integrate dai contribuenti per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l'indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito d'imposta o di un minor credito, mediante dichiarazione da presentare, non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo.
L'eventuale credito risultante dalle predette dichiarazioni può essere utilizzato in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. Il comma 6 dello stesso art. 8, dispone per la dichiarazione relativa all'imposta sul valore aggiunto si applica la ridetta disposizione di cui all'art. 2, commi 8 e 8/bis.
In tema di rimborso di versamenti diretti, l'art. 38 del D.P.R. n. 602 del 1973, recita: "il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare all'intendente di finanza nella cui circoscrizione ha sede l'esattoria presso la quale è stato eseguito il versamento istanza
[...]
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