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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 10/10/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38678-possibile-opporsi-alla-pretesa-tributaria-anche-se-scaduti-i-termini-per-emendare-la-dichiarazione-dei-redditi

Autore: Graziotto Fulvio

Possibile opporsi alla pretesa tributaria anche se scaduti i termini per emendare la dichiarazione dei redditi

Possibile opporsi alla pretesa tributaria anche se scaduti i termini per emendare la dichiarazione dei redditi

Pubblicato in Diritto tributario il 10/10/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Possibile opporsi alla pretesa tributaria anche se scaduti i termini per emendare la dichiarazione dei redditi In sede contenziosa il contribuente può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria allegando errori, di fatto o di diritto, connessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull'obbligazione tributaria.
Decisione: Sentenza n. 13378/2016 Cassazione Civile - Sezioni Unite
Classificazione: Tributario
Parole chiave: dichiarazione - errori - emendamenti - termini scaduti - difesa nel contenzioso giurisdizionale
Il caso.
Una SRL in liquidazione proponeva ricorso avverso una cartella emessa a seguito di controllo automatizzato ai sensi degli artt. 36-bis D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis D.P.R. n. 633/1972 , deducendo di essere incorsa in errore nella compilazione della dichiarazione, omettendo l'esposizione dei costi inerenti ai ricavi.
Ne conseguiva l'errata dichiarazione di un utile anziché una perdita d'esercizio per l'anno 2002.
Entro il 31/12/2006 la società presentava dichiarazine integrativa con la quale rettificava i dati, indicando i costi omessi.
La Commissione Tributaria Provinciale rigettava il ricorso e la Commissione Tributaria Regionale ugualmente respingeva l'impugnazione, rilevando che la rettifica della dichiarazione dei redditi fosse preclusa per il decorso dei termini.
La società ricorre in Cassazione, che rimette la questione al Primo Presidente, il quale la assegna alle Sezioni Unite.
La decisione.
Le Sezioni Unite, dapprima così sintetizzano la doglianza: «la ricorrente assume l'erroneità della decisione laddove la CTR ha ritenuto che il termine decadenziale per la rimozione degli errori commessi dai contribuente in
sede di redazione della dichiarazione fiscale coincida con quello previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo. A conforto di tale assunto richiama i principi espressi da queste SS.UU. con la sentenza 25/10/2002, n. 15063, circa la ritrattabilità della dichiarazione dei redditi, nonché l'orientamento dottrinario e giurisprudenziale secondo il quale la dichiarazione integrativa sarebbe ammissibile entro il termine di cui all'art. 2 comma 8 del d.p.r. cit. - quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
Ricordano anche che nell'ordinanza interlocutoria, veniva evidenziato che «questa Corte, in considerazione della natura giuridica della dichiarazione fiscale, quale mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell'acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti (Cass. SS.UU. n. 15063/2002), e conformemente all'art. 53 Cost., ha ripetutamente affermato il principio di diritto secondo cui il

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il contribuente può emendare la dichiarazione allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella sua redazione e incidenti sull'obbligazione tributaria, anche in sede contenziosa, per opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell'amministrazione finanziaria ( Sent. Sez. 5 , n. 5947 del 25/03/2015 ; conf. Sent. n. 26187/2014, Sent. n. 18765/2014; Ord. n. 3754/2014, Sent. n. 22021/2006). Nel rispetto dell'art. 10 dello statuto del contribuente, sarebbe conforme a buona fede che l'amministrazione non percepisca somme non dovute ancorché dichiarate per errore dal presunto debitore (Sent. n. 434/2015; conf. Sent. n. 5947/2015; Sent. n. 26181/2014, Sent. n. 2366/2013). In tale ordine di idee, nulla osterebbe a che la possibilità di emenda, mediante allegazione di errori nella dichiarazione e incidenti sull'obbligazione tributaria, sia esercitabile non solo nei limiti delle disposizioni sulla riscossione delle imposte (art. 38 del d.P.R. n. 602 del 1973), ovvero del regolamento per la presentazione delle dichiarazioni (art. 2 del d.P.R. n. 322 del 1998), ma anche nella fase difensiva processuale per opporsi alla maggiore pretesa tributaria azionata dal fisco con diretta iscrizione a ruolo a seguito di mero controllo automatizzato ( Sent. n. 5947/2015; Sent. n. 6665/2015, Sent. n. 434/2015, Sent. n. 26187/2014, Sent n. 18765/2014)».
E quindi precisano che «Il collegio remittente atto dell'esistenza di un differente orientamento (Sent. n. 14294/2014) secondo cui l'atto di rettifica da parte del contribuente inteso a correggere errori od omissioni che abbiano determinato l'indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito o minor credito d'imposta, sarebbe ammissibile, ai sensi dell'art. 2, comma 8- bis, del D.P.R. 22 luglio 1998 n. 322, solo entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'Imposta successivo"; e che Il termine da tale norma previsto- art. 2 comma 8 bis cit.- rileverebbe soltanto
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