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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/10/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38712-riscossione-di-imposte-l-obbligo-di-contraddittorio-preventivo-vale-solo-se-ci-sono-incertezze-rilevanti

Autore: Graziotto Fulvio

Riscossione di imposte: l'obbligo di contraddittorio preventivo vale solo se ci sono incertezze rilevanti

Riscossione di imposte: l'obbligo di contraddittorio preventivo vale solo se ci sono incertezze rilevanti

Pubblicato in Diritto tributario il 19/10/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio

Qui la sentenza n. 19861 - 5/10/2016 - Corte di Cassazione - Civile, V

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Riscossione di imposte: l'obbligo di contraddittorio preventivo vale solo se ci sono incertezze rilevanti Se non vi sono incertezze di rilievo della dichiarazione, è legittima la cartella emessa senza il contraddittorio preventivo e senza invio di avviso bonario.
Decisione: Sentenza n. 19861/2016 Cassazione Civile - Sezione V
Classificazione: Tributario
Parole chiave: avviso bonario - cartella - contraddittoriopreventivo - dichiarazione - riscossione
Il caso.
A seguito di controllo automatizzato della dichiarazione IVA, una società aveva ricevuto una cartella di pagamento per IVA non versata e recupero di crediti di imposta non spettanti.
La società aveva fondato il ricorso eccependo la nullità della cartella poiché notificata senza l'invio di previo avviso bonario, il ché costituiva motivo di nullità per violazione dell'art. 6 dello statuto del contribuente.
Nei due gradi di merito la società risultava vittoriosa, ma l'Ufficio ricorreva in Cassazione, che lo ha accolto.
La decisione.
La Suprema Corte ha dapprima esaminato le differenze tra il controllo automatizzato e il controllo formale, entrambi da svolgersi prima dell'emissione della cartella di pagamento: «non è dubitabile che la norma di cui all'art. 6, comma 5, st. contr. concorra con quella di cui al terzo comma dell'art. 36-bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, nel delineare un quadro normativo unitario diretto a disciplinare le modalità partecipative del contribuente nelle fasi successive al controllo automatizzato delle dichiarazioni e alla conseguente liquidazione d'imposta, prevedendo adempimenti bensì diversi
- cd. comunicazione di irregolarità, da un lato (art. 36-bis, comma 3, d.P.R. 600/73); c.d. avviso bonario, dall'altro (art. 6, comma 5, st. contr.) - ma tuttavia concorrenti e potenzialmente anche contestuali, entrambi ricadenti nella medesima fase prodromica all'emissione della cartella di pagamento».
Poi il Collegio rileva che "a ben vedere, la comunicazione adottata ex art. 36-bis si caratterizza per avere un contenuto necessario (esito del controllo, dal quale «emerge un'imposta o una maggiore imposta») e uno eventuale (invito «a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti»), quest'ultimo previsto sul presupposto che la dichiarazione presenta «incertezze» su suoi «aspetti rilevanti» ma, a differenza del primo, ove tale presupposto ricorra, a pena di nullità dei provvedimenti successivi.".
Con il secondo motivo di ricorso, l'Agenzia delle entrate deduce «violazione e falsa applicazione degli artt. 36-bis e 36-ter d.P.R. n. 600/73;

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600/73; 54-bis, comma 3, e 60 d.P.R. n. 633/72; 6, comma 5, legge n. 212/2000, anche in relazione all'art. 53 Cost.: con riferimento all'art. 360, n. 3 c.p.c.», per avere la C.T.R. ritenuto l'omessa comunicazione dell'invito previsto dall'art. 6, comma 5, legge n. 212/2000, causa di nullità della cartella impugnata.
La Suprema Corte ritiene fondato anche il secondo motivo: «Secondo orientamento consolidato nella giurisprudenza di legittimità «in tema di riscossione delle imposte, la legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 6, comma 5, non impone l'obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere ad iscrizione a ruolo, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis, ma soltanto "qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione", situazione, quest'ultima, che non ricorre necessariamente nei casi soggetti alla disposizione appena indicata, la quale implica un controllo di tipo documentale sui dati contabili direttamente riportati in dichiarazione, senza margini di tipo interpretativo; del resto, se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione di cui al citato inciso» (Cass., Sez. 5, n. 8342 del 25/05/2012, Rv. 622681; v. anche Sez. 6 - 5, Ord. n. 15584 del 08/07/2014, Rv. 631667; Sez. 5, n. 12023 del 10/06/2015, Rv. 635672)».
E precisa: «come già rimarcato nella giurisprudenza di questa Corte, l'art. 36-bis d.R R. n. 600/73 (significativamente intitolato "Liquidazioni delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni) è norma a contenuto impositivo sostanzialmente chiuso, nel senso della tassatività delle ipotesi di applicazione, limitata alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti, sulla base di un controllo cartolare basato esclusivamente
[...]
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