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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/10/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38715-il-luogo-di-esecuzione-della-verifica-fiscale-brevi-riflessioni

Autore: Toma Giangaspare Donato

Il luogo di esecuzione della verifica fiscale: brevi riflessioni

Il luogo di esecuzione della verifica fiscale: brevi riflessioni

Pubblicato in Diritto tributario il 19/10/2016

Autore

46454 Toma Giangaspare Donato
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Il luogo di esecuzione della verifica fiscale: brevi riflessioni L’art. 12, comma n. 1, l. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) esplicita che gli accessi, le ispezioni e le verifiche fiscali possono essere condotti nei locali destinati ad attività commerciali, agricole, artistiche o professionali solo “sulla base di esigenze effettive di indagini e controllo sul luogo”: se il medesimo risultato d’indagine può essere ottenuto tramite tecniche meno invasive e penetranti per il contribuente, il Fisco è tenuto ad adottare queste ultime e, comunque, se ricorre all’accesso per la conduzione di ispezioni e verifiche fiscali, tutta l'attività istruttoria, nel suo complesso, deve essere svolta “con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività” del soggetto fiscalmente investigato nonché alle sue relazioni commerciali o professionali.
Dall’analisi del terzo comma dell’art. 12, in sistematica relazione con il primo comma, si desume, inoltre, che il rispetto dello svolgimento del controllo attraverso “modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile” è attuato anche allorché venga attribuita al contribuente l’opportunità di scelta del luogo del prosieguo dell’indagine fiscale; l’esame dei documenti può, infatti, essere effettuato presso la sede del contribuente - soluzione naturale - oppure altrove, alternativa, quest’ultima, condizionata al volere del verificato che, a tal fine, deve avanzare un’istanza[1].
Gli investigatori, tuttavia, non sono obbligati a soddisfare tale istanza in quanto se è vero
che non possono decidere autonomamente di esaminare la documentazione presso i propri uffici, è altrettanto vero che la richiesta non li vincola, “potendo” o meno esaudirla: l’esame dei documenti amministrativi e contabili “può” essere effettuato nell’ufficio dei verificatori, dispone infatti l’art. 12, comma n. 3; detta scelta, pertanto, rappresenta pur sempre una deroga alla regola.
Non è raro che il contribuente avanzi la richiesta affinché la verifica venga condotta altrove in assenza di una plausibile ragione, se si esclude quella del non volere la presenza dei controllori nei propri locali per il timore che costoro potrebbero, in qualche modo, costituire un rallentamento all’ordinario svolgimento dell’attività economica. Per quanto, per certi versi, tale timore sia condivisibile, tuttavia la conseguente richiesta non è idonea a superare il vincolo normativo che è incline a “consigliare”, quale soluzione naturale del luogo di svolgimento delle operazioni

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operazioni di verifica, la sede dei locali del contribuente.
Lo spirito di collaborazione e buona fede che deve tipizzare i rapporti tra Fisco e contribuente impone comunque ai verificatori, in caso di inascoltata richiesta del contribuente, di motivarne la contraria soluzione intrapresa, rappresentando in atto il/i motivi ragionevolmente ostativi.
Nel caso invece la richiesta del contribuente fosse esaudita, tale richiesta potrebbe non essere a titolo definitivo e, in assenza di precisazioni riconducibili alla norma, nulla osterebbe a che il contribuente possa ritornare sui propri passi, esternando la volontà finalizzata, questa volta, alla conduzione della verifica presso i propri locali. In tal caso si ritiene che gli operatori del Fisco siano tenuti ad attenersi al volere del contribuente ed a restituirgli la documentazione precedentemente acquisita allo scopo di essere esaminata.
Risponde ad esigenze di necessaria correttezza il comportamento degli operatori civili e militari dell'Amministrazione finanziaria indirizzato ad informare sin da subito il contribuente che un eventuale svolgimento delle operazioni negli uffici dei verificatori potrebbe comportare il superamento dei limiti massimi di permanenza dei verificatori “presso la sede del contribuente”, come disciplinati dal quinto comma dell’art. 12.
La considerazione vale se alla norma viene data un'interpretazione puramente letterale, secondo cui detto limite di permanenza sarebbe applicabile (solo) in caso di verifiche “presso la sede del contribuente” e non anche “presso gli uffici dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta”.
Nel caso in cui gli investigatori dovessero concordare con la richiesta volta a spostare il controllo negli uffici dell’Amministrazione, il contribuente, naturalmente, è tenuto ad acconsentire che la contabilità e gli altri documenti di interesse ai fini fiscali vengano sottratti alla propria disponibilità, potendo, eventualmente, estrarne copia, ma sostenendone il relativo costo.
Dalla sistematica analisi del primo comma dell’art. 12, congiuntamente al terzo,
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