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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 06/12/2016

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38870-codice-del-processo-tributario-quali-sono-le-principali-novit-e-le-modifiche-necessarie

Autore: Villani Maurizio

Codice del processo tributario: quali sono le principali novità e le modifiche necessarie?

Codice del processo tributario: quali sono le principali novità e le modifiche necessarie?

Pubblicato in Diritto tributario il 06/12/2016

Autore

46400 Villani Maurizio
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Codice del processo tributario: quali sono le principali novità e le modifiche necessarie? Riportiamo l'intervento dell'Avv. Maurizio Villani, tributarista, relatore in vari convegni nazionali e promotore della riforma del processo tributario, in occasione dell'audizione del 6 dicembre 2016 presso le Commissioni Riunite II e VI del Senato.
 
 
Onorevoli Senatori,

ringrazio del gradito invito all’audizione informale per l’auspicata redazione del Codice del Processo Tributario, argomento molto sentito ed auspicato dal mondo professionale del settore, finalizzato ad una reale ed efficace parità processuale tra il fisco e il contribuente.

 
A)     DISEGNO DI LEGGE N. 1593 (GAMBARO) IN PARTE DIVENTATO LEGGE N. 156/2015
Preliminarmente, mi permetto far presente che sono stato l’ispiratore del disegno di legge n. 1593 (oggetto dell’esame congiunto delle presenti Commissioni) che ha ripreso integralmente il mio progetto di legge pubblicato sul mio sito sin dal 24 maggio 2014 (www.studiotributariovillani.it).
Il suddetto disegno di legge è stato in larga parte adottato dalla recente riforma processuale tributaria promulgata con D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 (in G.U. n. 233 S.O. n. 55 del 07/10/2015), in attuazione degli artt. 9 10 11 della Legge Delega n. 23 dell’11/03/2014.
Le principali novità entrate in vigore il gennaio 2016 sono le seguenti:
-          conciliazione in appello, con la riduzione delle sanzioni al 50% del minimo;
 
-          conciliazione anche nella fase della
mediazione;
 
-          sospensione dell’atto tributario sia in pendenza di appello sia in pendenza di ricorso per Cassazione (come ultimamente hanno deciso le Commissioni Tributarie Regionali di Lecce e Bologna);
 
-          possibilità della sospensione dell’esecuzione della sentenza (artt. 283 e 373 c.p.c.);
 
-          competenza territoriale del domicilio fiscale del contribuente nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso;
 
-          regola generale della condanna alle spese di giudizio, salvo gravi ed eccezionali ragioni che devono essere sempre espressamente motivate;
 
-          risarcimento danni per lite temeraria ai sensi dell’art. 96, comma primo e terzo, del codice di procedura civile;
 
-          riduzione di alcuni termini processuali;
 
-          spese in favore del difensore con condanna immediatamente esecutiva;
-          applicazione dell’art. 182 del codice di procedura civile;
 
-          pagamento delle spese agli uffici

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uffici fiscali solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza;
 
-          sospensione del processo in ogni caso in cui la commissione o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa;
 
-          istanze cautelari anche nella fase della revocazione;
 
-          procedura di rimborso esclusivamente tramite il giudizio di ottemperanza, con la competenza del giudice monocratico per il pagamento di somme dell’importo sino a 20.000 euro e comunque per il pagamento delle spese di giudizio;
 
-          immediata esecutività delle sentenze tributarie (in attesa del decreto ministeriale che doveva essere emanato sin dal 1° giugno 2016, cosa che sino ad oggi non è avvenuta e per questo è necessaria una riforma strutturale delle commissioni tributarie come chiarirò nella successiva lettera C); in ogni caso, alcune commissioni tributarie regionali (Venezia e Bologna) correttamente hanno ritenuto l’immediata esecutività delle sentenze tributarie anche in assenza del succitato decreto ministeriale.
Tutti i suddetti istituti processuali, sommariamente indicati, che erano presenti nel disegno di legge n. 1593 succitato e che sono stati trasformati in legge, non devono essere modificati perché in sostanza hanno riequilibrato la posizione processuale del contribuente rispetto al fisco e quindi consentono una migliore e più efficace difesa, che fino a ieri non era possibile esercitare per le note deficienze processuali.
Per esempio, basta ricordare che, prima delle suddette modifiche, il cittadino-contribuente per ottenere un rimborso fiscale doveva aspettare molti anni fino al passaggio in giudicato della sentenza, mentre oggi può ottenere subito il rimborso in quanto la sentenza è immediatamente esecutiva (auspicando che, nel frattempo, il decreto ministeriale, oggi al Consiglio di Stato per il parere, sia quanto prima emanato).
 
B)     ULTERIORI NECESSARIE MODIFICHE PROCESSUALI (DISEGNO DI LEGGE N. 1593)
Nonostante l’importante e significativo intervento del
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