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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 13/02/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39053-detrazione-iva-non-rileva-la-classificazione-catastale-dell-immobile-ma-l-utilizzo-che-ne-viene-fatto

Autori: Leo Maria, Studio Legale Tributario Leo

Detrazione Iva: non rileva la classificazione catastale dell'immobile ma l'utilizzo che ne viene fatto

Detrazione Iva: non rileva la classificazione catastale dell'immobile ma l'utilizzo che ne viene fatto

Pubblicato in Diritto tributario il 13/02/2017

Autori

47279 Leo Maria
47279 Studio Legale Tributario Leo

Qui la sentenza n. 1592/2015 - 6/7/2015 - Commissione Tributaria Regionale - Bari

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Detrazione Iva: non rileva la classificazione catastale dell'immobile ma l'utilizzo che ne viene fatto DIRITTO ALLA DETRAZIONE IVA: NON RILEVA LA CLASSIFICAZIONE CATASTALE DELL'IMMOBILE MA L'UTILIZZO CHE DI ESSO VIENE FATTO.
 
Sommario: 1. Premessa; 2. Normativa; 3. Il caso; 4. La soluzione dei giudici di merito; 5. Conclusioni.
 
1. PREMESSA.
La Commissione Tributaria Regionale di Bari, sez. staccata di Lecce, con la recente sentenza n. 1592/22/15 del 06/07/2015, ha sancito un principio importante in materia di IVA, disponendo il riconoscimento della detrazione dell'imposta sui beni strumentali per natura, anche nel caso in cui si tratti di immobili a destinazione abitativa.
I giudici di merito hanno stabilito che non può essere la semplice classificazione catastale a determinare la detraibilità o meno del bene, ma l'utilizzo che di esso viene fatto.
 
2. NORMATIVA.
Al fine di chiarire l'importanza della pronuncia dei giudici di merito, occorre esaminare la normativa di riferimento, ossia l'art. 19bis1, lett. i) D.P.R. 633/72, rubricato “Esclusione o riduzione della detrazione per alcuni beni e servizi”.
Tale disposizione, in effetti, se interpretata in senso letterale, porterebbe ad escludere la detrazione dell'imposta nel caso di acquisto di immobili a destinazione abitativa, salvo che l'acquisto non venga effettuato da aziende che esercitato attività di costruzione dei predetti immobili.
In particolare, la lett. i) del summenzionato articolo sancisce che “In deroga alle disposizioni di cui all'art. 19:
i) non è
ammessa in detrazione l'imposta relativa all'acquisto di fabbricati, o di porzione di fabbricato, a destinazione abitativa quella relativa alla locazione o alla manutenzione, recupero o gestione degli stessi, salvo che per le imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell'attività esercitata la costruzione dei predetti fabbricati o delle predette porzioni [..]”.
 
3. IL CASO.
Il caso sottoposto all'attenzione dei giudici di merito aveva ad oggetto l'impugnazione del silenzio – rifiuto su un istanza  di rimborso Iva, presentata da una società esercente attività di gestione di case vacanze.
La suddetta società riteneva sussistente il diritto alla detrazione dell'Iva su alcuni immobili a destinazione abitativa, ad uso turistico, acquistati al fine di realizzare l'oggetto sociale e prevalente dell'impresa.
Secondo il contribuente, la legittimità della detrazione dell'Iva, andava riconosciuta, nel caso di specie, in quanto l'acquisto di tali immobili era inerente

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inerente all'attività d'impresa, ed afferente ex art. 19 D.P.R. 633/72.
L'Agenzia delle Entrate, di contro, riteneva non sussistente il diritto alla detrazione in quanto, a tal fine, doveva farsi riferimento alla classificazione catastale dei fabbricati e non all'effettivo utilizzo.
I giudici di primo grado, accoglievano la tesi difensiva dell'Ufficio e rigettavano il ricorso del contribuente, facendo valere quanto disposto dall'art. 19Bis1, lett. i) D.P.R. 633/72, summenzionato.
Secondo i giudici di prime Cure, nel caso di specie non sussisteva la detrazione in quanto, le varie attività che formavano oggetto dell'atto costitutivo della società, erano essenzialmente attività di gestione o conduzione e gestione, non già  di produzione, qual è invece l'attività di costruzione di immobili ad uso abitativo.
 
4. LA SOLUZIONE DEI GIUDICI DI LEGITTIMITA'.
La Commissione Tributaria Regionale di Bari, sez. staccata di Lecce, con la pronuncia in commetto, ha totalmente riformato la sentenza dei giudici di primo grado, avverso cui ha fatto appello la società contribuente.
Secondo i giudici di secondo grado, nel caso in discussione, i beni acquistati dalla società, anche se classificati come immobili civili, ad uso abitativo, di fatto costituiscono dei beni strumentali per l'attività del contribuente.
Benchè la lettura della norma sembrerebbe impedire la detrazione dell'IVA per tale tipologia di immobili, i giudici hanno tenuto in considerazione che, nel caso di specie, la società contribuente svolge la specifica attività di tipo ricettivo, consistente in gestione di case vacanze, affitto di camere ecc., qualificabili come prestazioni di servizi imponibili ai fini Iva.
Conseguentemente, secondo i giudici di appello, anche gli acquisti devono essere trattati come deducibili a prescindere dalla classificazione catastale, considerato che essi sono strumentali per natura.
In altre parole, i giudici di merito hanno sostenuto che, ai fini della detraibilità o meno dell'IVA, non può rilevare solo la
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