I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo sito. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. [Leggi i dettagli] [OK]
Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 07/03/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39125-i-principi-di-legalit-e-di-irretroattivit-nel-sistema-sanzionatorio-tributario

Autore: Ilaria Leccese

I principi di legalità e di irretroattività nel sistema sanzionatorio tributario

I principi di legalità e di irretroattività nel sistema sanzionatorio tributario

Pubblicato in Diritto tributario il 07/03/2017

Autore

50517 Ilaria Leccese
Pagina: 1 2 di 2

I principi di legalità e di irretroattività nel sistema sanzionatorio tributario Nel  sistema sanzionatorio tributario, riformato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n. 158 del 2015, di attuazione della legge delega fiscale n. 23 dell’11 marzo 2014., il principio di legalità è stato mutuato dal diritto penale. L’art. 3 del D.Lgs. n. 472/1997 rubricato “Principio di legalità”, infatti, costituisce una sintesi tra il contenuto degli artt. 25 Cost. e 2 c.p. In particolare, l’art. 3, comma 1, secondo cui “nessuno può essere assoggettato a sanzioni se non in forza di una legge entrata in vigore prima della commissione della violazione” richiama il secondo comma dell’art. 25 Cost., che stabilisce che “nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Secondo il principio di legalità, che informa sia il diritto penale che il sistema sanzionatorio tributario, dunque, deve essere il legislatore a determinare quali fattispecie possano essere considerate perseguibili. E’ escluso, pertanto, il ricorso all’integrazione analogica, ferma restando la possibilità di ricorrere all’interpretazione estensiva.
Al principio di legalità si collega il principio di irretroattività della legge, che in materia penale è previsto dall’art. 2, primo comma, c.p., secondo cui “nessuno può essere punito per un fatto che secondo la legge del tempo in cui fu commesso non costituiva reato”. Tale principio esclude
che possa operare retroattivamente la norma che introduce nuove sanzioni, come pure quella che rende più onerosa l’entità di una sanzione già esistente.
Corollari del principio di legalità, sono il principio di tassatività e il divieto di analogia, la cui ratio è quella di scongiurare l'ampliamento o la creazione di fattispecie punitive in sede attuativa o giurisdizionale. Anche tali principi si intendono riferiti alle disposizioni sanzionatorie tributarie in virtù della previsione della riserva di legge.
Secondo un certo orientamento, il principio di irretroattività, a garanzia della autodeterminazione e della libertà dei contribuenti, riguarderebbe non solo le norme sostanziali, ma anche quelle norme procedimentali e processuali che rilevano direttamente ai fini della restrizione delle libertà personali, economiche e patrimoniali del trasgressore. Tale tesi è condivisa dalla prassi amministrativa che incentra sul principio del favor rei la soluzione delle questioni di diritto transitorio,

Libro in evidenza

Casi e questioni di sovraindebitamento

Casi e questioni di sovraindebitamento


Il volume raccoglie le più significative problematiche emerse nell’applica- zione dell’istituto della “composizione delle crisi da sovraindebitamento” a distanza di qualche anno dalla sua entrata in vigore. La normativa in questione ha nel tempo assunto una sempre maggiore importanza, soprattutto in riferimento...

25.00 € Scopri di più

su www.maggiolieditore.it

transitorio, giungendo a ritenere inapplicabili alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 472/1997 non solo “le disposizioni sanzionatorie sopravvenute...” e “le disposizioni che prevedono sanzioni più severe rispetto a quelle in vigore al tempo della violazione”, ma anche, “in ogni caso”, le “norme che determinano un trattamento più sfavorevole” (cir. 10 luglio 1998, n. 180)[1].
I successivi commi 2 e 3 dell’art. 3 del D.Lgs. n. 472/1997, invece, richiamano i commi secondo e quarto dell’art. 2 c.p.. In particolare, il comma 2 dell’art. 3 riguarda tanto le ipotesi in cui la legge sopravvenuta si limiti ad abolire la sola sanzione, lasciando in vita l’obbligatorietà del comportamento prima sanzionabile (c.d. abolitio criminis), quanto quelle in cui venga eliminato un obbligo strumentale e quindi, solo indirettamente, la previsione sanzionatoria.  La riforma del sistema sanzionatorio ha introdotto importanti novità che, ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs., n. 158 del 24 settembre 2015, come modificato dall’articolo 1, comma 33, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità per il 2016), si applicano dal 1° gennaio 2016.
Relativamente ai casi di abolitio della condotta sanzionabile, il comma 2 dell’art. 3 decreta l’estinzione di diritto del carico sanzionatorio, il quale viene meno quand’anche l’atto in contestazione sia definitivo. Ciò, come precisato anche dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6651 depositata il 6 aprile 2016 “riguarda tanto le ipotesi in cui la legge sopravvenuta si limiti ad abolire la sola sanzione, lasciando in vita l’obbligatorietà del comportamento sanzionabile, quanto quelle in cui venga eliminato un obbligo strumentale e quindi, solo indirettamente la sanzione”. Non è ammessa, tuttavia, la ripetizione di quanto già corrisposto.
Diversamente, qualora l’intervento legislativo abbia, in concreto, reso meno gravosa la sanzione,
[...]
Pagina: 1 2 di 2

Poni un quesito in materia di Diritto tributario


Libri correlati

Articoli correlati

Logo_maggioliadv
Per la pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it | www.maggioliadv.it
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Logo_maggioli