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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 08/03/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39134-alla-consulta-la-decisione-sul-riclassamento-per-microzone

Autori: Villani Maurizio, Pansardi Iolanda

Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone

Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone

Pubblicato in Diritto tributario il 08/03/2017

Autori

46400 Villani Maurizio
47146 Pansardi Iolanda
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Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone Con la recente ordinanza n. 1471/16 la Commissione Tributaria Regionale di Roma, sezione 11, depositata il 16/12/2016, ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli articoli 3, 53 e 97 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004 n. 311 in materia di classamento catastale delle unità immobiliari.
E’ bene ricordare che, nell’ultimo periodo si sono intensificati gli accertamenti catastali degli immobili, volti, nella maggior parte dei casi, all’innalzamento della rendita laddove l'aggiornamento del catasto, strumentale all'adeguamento delle entrate fiscali collegate al patrimonio immobiliare, ha comportato l'instaurazione di numerosi procedimenti di revisione del classamento, che hanno condotto all'attribuzione alle unità immobiliari interessate di una nuova classificazione e/o di una nuova rendita catastale. Va detto che trattandosi di atti emessi dalla Pubblica amministrazione, devono rispettare l’obbligo di motivazione a pena di nullità ovvero nell’atto devono emergere le ragioni di diritto e di fatto che fondano la rettifica. Spesso, gli avvisi emessi dall’Agenzia si limitano a riportare solo circostanze generiche, prive cioè di riscontri concreti. Ciò impedisce al contribuente di difendersi adeguatamente giacchè non è posto nelle condizioni di conoscere esattamente le ragioni della variazione.
Ed è quel che è accaduto, ad esempio, nel comune di Lecce laddove le sentenze dei giudici di merito salentini su un contenzioso ancora
in piedi su circa 6.000 ricorsi presentati, hanno dato ragione ai contribuenti sulla illegittimità dell’aumento delle rendite catastali disposto dall’Agenzia del Territorio (ora confluita nelle Entrate) per il 95% del patrimonio immobiliare del territorio, facendo andare al tappeto il riclassamento catastale per difetto di motivazione. (tra le tante Commissione Tributaria Regionale di Lecce, sez. 23, n. 2308/2016 del 30 settembre 2016; Ctr Lecce 450/15). L’Agenzia del Territorio, infatti, ha notificato alla maggioranza della popolazione gli avvisi di accertamento con i quali ha proceduto alla rideterminazione del classamento e alla conseguente attribuzione della nuova rendita catastale delle unità immobiliari, basando la motivazione su presunti interventi di riqualificazione della viabilità interna e di arredo urbano nel centro storico.
Stessa procedura di riclassamento è stata utilizzata, ad esempio, nei comuni di Roma, Bari e Milano.
Alla base, l'art. 1 del comma 335, L. 311/2004

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311/2004 che facoltà ai comuni interessati, di attivare processi di revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane ubicate in microzone comunali, definite ai sensi del D.P.R. n. 138/1998, che presentano carattere di anomalia in termini di rapporti tra il valore medio immobiliare, rilevato dal mercato, e il valore medio catastale, rispetto l'analogo rapporto medio calcolato su tutte le microzone comunali. La revisione dei classamenti delle unità immobiliari è infatti parziale perché interessa soltanto gli edifici presenti in una o più delle microzone in cui è stato suddiviso il territorio comunale, a condizione che il rapporto tra il valore medio catastale si discosti per più del 35% dall'analogo rapporto relativo all'insieme delle microzone comunali (il Legislatore ha invece utilizzato il termine "significativamente").
Ed allora, secondo la CTR Lazio, dal quadro generale della legislazione vigente e dalle norme già esistenti programmatorie di una generale revisione del catasto, il classamento era, è e resta un’operazione che interessa necessariamente una singola unità immobiliare - non per nulla ciò si potrebbe desumere anche dal tono letterale della definizione - e non si comprende come possa adattarsi al sistema la previsione di una revisione parziale del classamento di intere microzone a causa di scostamenti tra valori di mercato e valori catastali.
Oltretutto prosegue il collegio giudicante, davanti agli scostamenti tra valori catastali e valori di mercato resta la strada maestra definita dalla legislazione vigente, in particolare dal d.P.R. n. 1149 del 1949, il quale, con l’art. 14, definisce il ruolo della tariffa per esprimere la rendita catastale per unità, da computarsi secondo le norme contenute nel regolamento, determinate con riferimento ai prezzi medi correnti e ciò per ciascuna classe cui appartengono le singole unità immobiliari; tant’è che ogni zona censuaria ha, nel catasto attuale, la fissazione di un
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