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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 03/04/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39238-la-prescrizione-della-cartella-nella-tassa-automobilistica

Autore: Alberto Cianfarini

La prescrizione della cartella nella tassa automobilistica

La prescrizione della cartella nella tassa automobilistica

Pubblicato in Diritto tributario il 03/04/2017

Autore

50539 Alberto Cianfarini
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La prescrizione della cartella nella tassa automobilistica SOMMARIO:   1) introduzione al problema; 2)  prescrizione decennale della cartella: l’equivalenza della cartella  alla sentenza di  condanna passata in giudicato; 2.1) prescrizione decennale della cartella: l’impiego della norma di chiusura art.2946 c.c.; 2.2) le norme analoghe previste per altri tributi; 2.3)  imposta erariale o imposta regionale?; 2.3.a)   brevi riflessioni sulle leggi regionali; 3) la prescrizione quinquennale della cartella; 4) la prescrizione triennale della cartella relativa al bollo auto;  5) conclusioni.
 
 
1)   INTRODUZIONE AL PROBLEMA
Il tema della prescrizione della tassa automobilistica è uno dei temi più controversi e divisivi nel panorama tributario contemporaneo, sia (forse) per la rilevanza statistica del fenomeno sia,  soprattutto, si vedrà meglio in seguito, a cagione delle unità lessicali utilizzate dal legislatore il quale,  impiega la generica locuzione  “………….. recupero delle tasse”, termine invero  abusato in molti testi legislativi e  dalle opposte letture, sia economiche, sia giuridiche.
Tale termine, infatti, ha la pecca di non dare l’idea della scansione temporale del procedimento,  sì da lasciare libero l’interprete di collocare il verbo (recuperare) ove ritiene più appropriato.
L'articolo 5, comma 51, D.L. 30 dicembre 1982 n. 953 convertito con la legge 28 febbraio 1983 n. 53, stabilisce che:
 "L'azione dell'Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1 gennaio 1983 per effetto dell'iscrizione di veicoli o autoscafi nei
pubblici registri e delle relative penalita' si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Nello stesso termine si prescrive il diritto del contribuente al rimborso delle tasse indebitamente corrisposte
[1].
La giurisprudenza appare coesa nell’individuare  il termine di prescrizione (rectius decadenza) dei tre anni per la effettuazione dell’accertamento[2], da parte della Regione e, in caso di mancato pagamento e/o  non opposizione all’accertamento,  la decorrenza di un nuovo successivo periodo di tre anni entro il quale (dopo l’iscrizione al ruolo) il concessionario deve necessariamente determinarsi ad emettere la cartella di pagamento.  
Sul punto si è espressa la Suprema Corte di Cassazione con la sent. n.593.2017 (sez. trib.), la quale dà pacificamente atto dei due incontroversi periodi triennali.
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applicabile - si incentra sul valore da attribuire alla cartella non opposta e alla quantità di tempo necessario per determinarne la prescrizione (senza altri atti interruttivi),  a decorrere appunto dalla notifica della cartella.
In sostanza il termine recuperare cosa significa? Si riferisce anche alla fase post notifica della cartella? O recuperare si ferma alla soglia della notifica della cartella, intendendosi che, successivamente, non c’è nulla da recuperare[3] essendo già stato emesso il titolo esecutivo?
A causa del citato termine polisenso[4] sono  attualmente sussistenti tre distinti orientamenti i quali, facendo leva sulla applicabilità anche delle norme del codice civile, giungono ad approdi del tutto diversi.
Essi saranno affrontati singolarmente nei paragrafi successivi 2), 3), 4), prendendo in esame i punti di forza e debolezza di ogni singola teorica.
2)   PRESCRIZIONE DECENNALE DELLA CARTELLA: l’equivalenza della cartella  alla sentenza di  condanna passata in giudicato.
I fautori della prescrizione decennale erano soliti[5], prima della sentenza a SS.UU. n. 23397/2016[6],  fondare il proprio assunto sull’esegesi  estensiva posta dall’art. 2953[7] c.c..
In sostanza la cartella non opposta, quindi con credito certo, esigibile e cristallizzato, equivaleva – sostanzialmente - negli effetti complessivi  ad una sentenza di  condanna passata in giudicato[8]. Se il credito portato da una sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in 10 anni, per analogia anche il credito portato da una cartella non impugnata, la quale ha sostanzialmente gli stessi effetti di una sentenza di condanna, si prescriverà in dieci anni.  
Tale assunto è stato sconfessato dalle SS.UU n. 23397/2016  le quali (sebbene in ambito contributivo ma con efficacia di valenza generale)  hanno ricordato agli interpreti  la differenza tra atto amministrativo e sentenza di condanna passata in giudicato.  La sentenza delle SSUU  ha, in sostanza, stabilito che:
1)"la scadenza
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