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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 10/04/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39266-scioglimento-equitalia-vademecum-alla-rottamazione-delle-cartelle

Autore: Celine Cusumano

Scioglimento Equitalia: vademecum alla rottamazione delle cartelle

Scioglimento Equitalia: vademecum alla rottamazione delle cartelle

Pubblicato in Diritto tributario il 10/04/2017

Autore

50322 Celine Cusumano
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Scioglimento Equitalia: vademecum alla rottamazione delle cartelle Tra le più importanti misure previste dal Decreto Fiscale, ossia il D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, rientra senz’altro la soppressione di Equitalia, cui si accompagna l’istituto della definizione agevolata– meglio noto come “rottamazione” – ammesso in via generale e principale dall’art. 6 del DL n. 193/2016 con riferimento alle cartelle di pagamento, ed esteso, in via facoltativa  anche per le ingiunzioni fiscali ex RD n. 639/1910, ai sensi dell’art. 6-ter del citato Decreto fiscale.
L’istituto in parola – nato dalla dichiarata esigenza ed urgenza di garantire l’effettività del gettito delle entrate e l’incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari risulta, in effetti,” concepito come una misura di favore per il contribuente, sicchè appare interessante comprenderne il funzionamento.
Limitando in prima battuta sede l’analisi alla sola definizione agevolata dei tributi la cui riscossione risulti esser stata affidata ad Equitalia s.p.a., - ovverosia alla rottamazione delle cartelle esattoriali – viene in rilievo l’art. 6 del D.L. n. 193/2016 a mente del quale possono essere sanate, senza corrispondere interessi e sanzioni, le somme iscritte a ruolo tra il 2000 e il 2015.
L’ambito di applicazione della misura in commento è, dunque, riferito a tutti i crediti comunali:
  • sia di natura tributaria, quali ad
    esempio IMU, ICI, TASI, TARI, ecc.;
  • sia di natura patrimoniale, quali ad esempio i ruoli per il mancato pagamento di mense scolastiche, trasporti, ecc.
e concerne tutte le cartelle notificate da Equitalia dal 2000 fino al 31 dicembre 2016, inclusi gli avvisi  di accertamento esecutivi, e tutti i ruoli consegnati all’Agente della Riscossione e non ancora notificati al 31 dicembre 2016, inclusi gli accertamenti esecutivi 2016; con conseguente esclusione dei crediti non affidati nell’arco temporale individuato dalla norma ovvero pagati o fatti oggetto di provvedimento di sgravio.
Dal punto di vista operativo, la disposizione in parola consente la dilazione del pagamento entro il limite massimo di 4 rate: le prime due, pari ad un terzo e la terza e la quarta ciascuna pari ad un sesto delle somme dovute, con espressa previsione che la scadenza della terza rata non

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non può superare il 15 dicembre 2017 mentre la quarta rata il 15 marzo 2018.
Tanto premesso, per accedere alla rottamazione è previsto che il contribuente-debitore presenti apposita domanda, attraverso la modulistica resa pubblica da Equitalia, entro il 31 marzo 2017, a condizione che il carico che questi intenda definire, al netto dei pagamenti e degli sgravi già effettuati dall’Ente creditore, risulti affidato al 31 dicembre 2016 (Cfr. Circolare n. 2/E del 08.03.2017 Agenzia delle Entrate).
Sul punto, peraltro, è stato di recente chiarito che la facoltà di definizione agevolata può essere esercita anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente in base ai provvedimenti di dilazione già emessi dall’AdR (Equitalia) a condizione che, rispetto ai soli piani rateali già in essere al 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del Decreto fiscale), risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza tra ottobre e dicembre 2016 e il debitore sia, quindi, in regola con i pagamenti a tutto il 31 dicembre 2016.
Così, a fronte della presentazione della domanda di definizione agevolata, viene precluso ad Equitalia di avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche relativamente ai carichi di cui si è chiesta la rottamazione. Parimenti, al sopprimendo Agente della Riscossione viene inibita la possibilità di proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, salvo che si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
Ciò chiarito, è bene ricordare che quanto ai tributi locali e ai ruoli riferiti alle violazioni al Codice della Strada, gli effetti della descritta definizione agevolata sono tali da escludere dal computo delle “cartelle” i soli interessi di mora e le sanzioni, lasciando ai contribuenti
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