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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 03/05/2017

All'indirizzo http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39318-il-contribuente-che-non-vigila-sul-professionista-risponde-per-le-inadempienze

Autore: Graziotto Fulvio

Il contribuente che non vigila sul professionista risponde per le inadempienze

Il contribuente che non vigila sul professionista risponde per le inadempienze

Pubblicato in Diritto tributario il 03/05/2017

Autore

50130 Graziotto Fulvio

Qui la sentenza n. 6930/2017 - 17/3/2017 - Corte di Cassazione - Civile, V

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Il contribuente che non vigila sul professionista risponde per le inadempienze Il contribuente che non vigila adeguatamente sul corretto adempimento dell'incarico affidato al professionista, risponde anche delle sanzioni amministrative irrigate.


Decisione: Sentenza n. 6930/2017 Cassazione Civile - Sezione V
Classificazione: Tributario
Parole chiave: #accertamento, #colpa, #culpainvigilando, #incaricoprofessionale, #omissione, #sanzioni, #fulviograziotto, #scudolegale


Il caso. 
L'Agenzia delle Entrate notificava a un contribuente 4 avvisi di accertamento, dei quali 3 per omessa dichiarazione dei redditi, e uno per dichiarazione infedele, rilevando l'omessa comunicazione d'inizio attività e componenti positivi di reddito non dichiarati, e irrogando le relative sanzioni.
Il contribuente ricorreva avverso gli atti di accertamento, ma risultava soccombente sia in primo che in secondo grado: infatti, la Commissione Tributaria Regionale aveva escluso l'applicabilità dell'art. 6 del D. Lgs. n. 472/1997, che prevede alcune cause di non punibilità.
Il contribuente ricorre in Cassazione, che rigetta il ricorso.


La decisione. 
La Suprema Corte ritiene infondato l'unico motivo di ricorso, con il quale il contribuente deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 6 del D. Lgs. n. 472/1997, emergendo la mancanza di dolo o colpa dall'essersi il contribuente affidato ad un professionista che l'ha truffato.
Il Collegio ricorda dapprima che «in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme
tributarie, occorre che l'azione od omissione causativa della violazione sia volontaria, ossia compiuta con coscienza e volontà, e colpevole, ossia compiuta con dolo o negligenza, e la prova dell'assenza di colpa grava sul contribuente (tra varie, Cass. 3 giugno 2015, n. 11433)».
Poi precisa che «Spetta dunque all'Ufficio provare, anche mediante presunzioni semplici, i fatti costitutivi della pretesa sanzionatoria vantata; spetta all'opponente che voglia andare esente da responsabilità dimostrare di aver agito in assenza di colpevolezza (Cass., sez.un., 30 settembre 2009, n. 20930, resa con riguardo in generale alle sanzioni amministrative). È espressione di queste regole l'art. 5 del d.lgs. n. 472/97, a norma del quale "nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa"».
Passando a esaminare il caso specifico, la Cassazione rileva che

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che «pacifici sono i fatti costitutivi della pretesa sanzionatoria, dati dall'omessa presentazione delle dichiarazioni annuali per diversi anni e dall'omissione degli ulteriori adempimenti contabili di cui conto la narrativa della sentenza impugnata. Di contro, anzitutto non è configurabile l'ipotesi codificata dal comma dell'art. 6 del d.lgs. n. 472/97, giacché non si discute del -mero- omesso pagamento del tributo, sibbene dell'omissione di tutte le attività dichiarative ad esso prodromiche e funzionali. Inoltre, il contribuente non ha provato la mancanza della propria colpevolezza, non emerge che egli abbia vigilato sul corretto adempimento dell'incarico affidato; anzi, la reiterazione per più anni degli inadempimenti evidenzia l'omissione di qualunque riscontro in ordine allo svolgimento delle attività da espletare. Irrilevante, nonché malamente veicolata nella censura di violazione di legge, è poi la ricognizione delle attività prodromiche alla denuncia del professionista, che comunque non esclude i profili di colpa dinanzi evidenziati».
Ne consegue il rigetto del ricorso.
Osservazioni. 
Per la Suprema Corte, sul contribuente che affida l'incarico a un professionista per gli adempimenti tributari, incombe un onere di vigilanza sul corretto adempimento dell'incarico affidato.
La mancanza di colpevolezza va cioè dimostrata anche provando l'assenza di colpa omissiva, nel caso di specie l'assenza della «culpa in vigilando».
Le sanzioni amministrative sono infatti irrogate anche a fronte della «propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa e colposa».


Disposizioni rilevanti. 
DECRETO LEGISLATIVO 18 dicembre 1997, n. 472
Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie 
Vigente al: 22-04-2017
Art. 5 - Colpevolezza 
1. Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o
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